La Comunità e l'Associazione dei Sistemisti Informatici della Pubblica Amministrazione

Ilger

Scano: "Verso #standard nazionali per la pubblica amministrazione"

Ci siamo mai chiesti perché nella vita quotidiana molte cose funzionano “parlando” tra loro? Abbiamo mai pensato che dietro la possibilità di acquistare soluzioni di diversi produttori (in ambito ICT e non) e di poterle utilizzare con le medesime modalità vi sia qualcosa a monte che ne regola la progettazione e sviluppo? Se ce lo siamo chiesti almeno una volta, o se ve lo chiedete solo ora leggendo questo articolo, la risposta è: #standard. Gli standard, o convenzioni, sono degli accordi fatti da soggetti interessati (stakeholder) per condividere dei principi di progettazione comuni.

E' necessario che per tutte le tematiche inerenti l’interazione uomo/macchina e macchina/macchina siano definiti degli standard condivisi quantomeno in ambito nazionale, eliminando le resistenze del regionalismo ICT, magari assegnando questo ruolo alla realtà che per legge nazionale e relativo statuto definisce standard (AgID) e deve occuparsi “del coordinamento informatico dell'amministrazione statale, regionale e locale, anche in attuazione finalità di progettare e monitorare l'evoluzione strategica del Sistema Informativo della Pubblica Amministrazione favorendo l'adozione di infrastrutture e standard che riducano i costi sostenuti dalle singole  amministrazioni e migliorino i servizi erogati”.

È ben chiaro che tali standard dovranno nascere recependo, ove esistenti, standard internazionali evitando quindi di reinventare la ruota. 
Allo stesso tempo è auspicabile una legislazione nazionale che preveda la nullità di contratti di sviluppo e di acquisto di prodotti da parte delle PA ove gli stessi non utilizzino schemi ed ontologie condivise correlati agli standard.

(L'articolo completo su http://www.agendadigitale.eu/)

 

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