La Comunità e l'Associazione dei Sistemisti Informatici della Pubblica Amministrazione

Ilger

A Febbraio il “Piano” per la presentazione delle pratiche OnLine per le #PA

Il 18 febbraio p.v. scadranno i termini per approvare “ .... un piano di informatizzazione delle procedure per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni che permetta la compilazione on line con procedure guidate accessibili tramite autenticazione con il Sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese” . Così almeno recita il c.3 bis dell’art. 24 D.L. 90/2014.

E’ opportuno, con l’avvicinarsi della scadenza in argomento, porsi alcune domande e - se ci si riesce - dare anche delle risposte.

E’ chiaro come lo scopo primo del legislatore sia la necessità di spingere l’acceleratore ancora una volta - e con ragione, penso io - per la semplificazione della burocrazia, da realizzarsi su tutti i fronti possibili: anche gli altri comma del citato art. 24 dettano infatti misure destinate a tale scopo.

Questi ultimi mesi sono stati, peraltro, contraddistinti da diversi e importanti avvenimenti (alcune norme, molti annunci) che di certo ci interessano molto, molto da vicino.

Nello specifico, il D.L. in questione chiede, praticamente a tutte le amministrazioni della P.A., di predisporre un piano nel quale si progetti una completa informatizzazione (così recita il decreto), della presentazione e del monitoraggio delle varie tipologie di pratiche gestite dalla P.A.:“Le procedure devono permettere il completamento della procedura, il tracciamento dell'istanza con individuazione del responsabile del procedimento e, ove applicabile, l'indicazione dei termini entro i quali il richiedente ha diritto ad ottenere una risposta”.

Per disegnare un tale piano (evitando di produrre solo uno sterile documento ad evasione di un adempimento normativo), dovremmo quindi:

 Censire e mappare i procedimenti oggetto del piano;

 Verificare quali di questi procedimenti sono già gestiti da un sistema informatizzato e con quali software;

 Prevedere l’acquisto o la realizzazione di un framework e di un portale per la presentazione e il monitoraggio delle pratiche on line che offra sistemi di cooperazione applicativa verso il back office, sia compatibile con il costituendo SPID e con i sistemi di pagamento elettronici;

 Prevedere quali software gestionali dovranno essere sostituiti perché non compatibili con sistemi di cooperazione applicativa, e quali invece acquistati per una informatizzazione organica dei procedimenti amministrativi oggi gestiti superficialmente;

 Effettuare, in merito ai punti sopraccitati, una prima analisi comparativa ai sensi dell’art. 68 del CAD;

 Predisporre un sub piano per la pianificazione delle sostituzioni dei software da rimpiazzare e per quelli da installare ex novo; 

 Valutare e pianificare le indispensabili azioni per il potenziamento del “Sistema di conservazione dei documenti informatici” ai sensi dell’art. 44 del CAD;

 Descrivere i collegamenti, i compiti, e le eventuali sovrapposizioni con il “Sistema di Gestione dei Procedimenti Amministrativi” (SGPA), presentato all’interno di “Italia Login”;

 Effettuare un’analisi dell’infrastruttura del sistema informatico con particolare attenzione alle eventuali necessità di hardware e di connettività, in relazione al piano di “Razionalizzazione del Patrimonio ICT PA” in corso di predisposizione da parte di AGID; 

 Prevedere i necessari corsi di formazione per i dipendenti e dei convegni divulgativi per l’utenza;

 Descrivere le modalità e i tempi di realizzazione, tenuto conto dell’impatto sulla struttura organizzativa dell’Ente;

 Stimare i costi e le fonti di finanziamento;

 Stimare il “change management”;

....... e chissà quanto altro ancora.......

Insomma un sacco di roba.

Il compito risulta ulteriormente complicato se si osserva che alcune delle componenti fondamentali di tale piano non possono prescindere da azioni del Governo ancora in stato embrionale: si pensi a SGPA o al consolidamento dei C.E.D.

Sorgono quindi delle inevitabili domande:

 E’ in grado ogni singola P.A. (dal Comune di 1000 abitanti al Ministero) con la propria struttura e le proprie risorse, di predisporre un piano cantierabile che non sia solo carta straccia?

 Sarà in grado, poi, la stessa P.A. di mettere in pratica quanto descritto nel piano?

 La realizzazione di un piano per ogni Ente della P.A., non comporterà una divergenza di azioni, anziché la tanto richiesta e auspicata convergenza?

La sensazione, che ancora una volta si avverte tra gli addetti ai lavori, è che manchi un governo del cambiamento.

E’ come se si fosse di fronte ad un dipartimento di “Ricerca” che corre e di “Sviluppo” che arranca e che quindi tarpa le ali ad una vera rivoluzione digitale della P.A., come se a Roma non si conoscesse il reale stato delle infrastrutture e delle risorse ICT della P.A., dal piccolo Comune da 1000 abitanti al grande Ministero. 

Come ebbi a dire tempo fa da questo stesso blog, ritengo invece che il primo passo debba invece coincidere con un rafforzamento delle strutture ICT che, all’interno di ogni organizzazione, si dovranno far carico del cambiamento. Occorre perciò:

 Standardizzare le modalità di comunicazione ed i dataset dei portali e dei relativi framework per la presentazione delle pratiche On Line, così da consentire una più semplice implementazione degli applicativi lato back office;

 Adeguare numericamente e professionalmente il personale ICT, favorendo la mobilità dagli enti in dismissione;

 Sostenere il cambio di profilo per quei dipendenti pubblici che, in possesso di una formazione specifica nel campo dell’ICT, oggi svolgono i propri compiti in altri settori.

 Stimolare l’accorpamento dei comuni con meno di 5000 abitanti, per l’erogazione dei servizi di ICT;

Nel frattempo iniziamo a redigere il piano .... e, siate ottimisti, prima o dopo qualcuno capirà la giusta successione delle cose da fare.

Fabio Puglisi
Responsabile Sistemi Informativi
Comune di Mascalucia

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