La Comunità e l'Associazione dei Sistemisti Informatici della Pubblica Amministrazione

Ilger

Parlatevi, anzi no, decido io Stato

Il titolo del mio commento all'articolo su Agenda Digitale (http://www.agendadigitale.eu/egov/1346_ecco-che-cosa-cambia-con-la-centralizzazione-delle-competenze-it-della-pa.htm ) traduce quello che ha deciso lo Stato: "poiché io non vi ho dato ordini chiari, poiché voi non siete in grado di parlarvi, allora decido da oggi decido io per tutti"
Altra versione: "Poiché il tempo delle vacche grasse è finito, poiché fino oggi vi ho lasciato fare da soli dandovi solo linee guida confuse se non addirittura in contraddizione tra loro, da domani decido io per tutti".
Non ci è dato sapere che cosa intenda decidere per tutti, visto che ad oggi, avendo avuto ptoere solo sui dati (ed hai detto niente), lo Stato non è riuscito manco a partorire uno straccio di norma o protocollo per l'interoperabilità, deduco quindi che non riuscendo a gestire la questione dati, forse preferisca prendere in mano pure il software.
Ma io sono solo un povero ignorante che non capisce i progetti di alto livello, nel frattempo riderò a vedere come tante software house inizieranno a muoversi come formiche impazzite, tutte alla ricerca di difendere il proprio orticello.
Se non mi sfugge qualcosa di più ampio e profondo che, ripeto, la mia povera mente ottusa e non formata per dirigere non può capire, il tutto mi ricorda un progetto appena fallito ma che evidentemente non ha insegnato nulla: la CEC/PAC, ossia il tentativo di centralizzare qualcosa che poteva benissimo funzionare meglio se lasciato (attenzione al termine, "lasciato", non affidato) ai soggetti privati. Di fronte ad uno standard come la PEC, se pur di carattere totalmente nazionale, al posto di lascaire che i vari provider vecchi e nuovi offrissero un servizio che si parlava benissimo tra di loro, ha preferito centralizzare (con i soldi dei contribuenti) e offrire un servizio mezzo monco. Abbandonato da quest'anno.
Non mi stancherò mai di ripeterlo: le buone intenzioni ci sono tutte e lodo questo ed i futuri governi di qualsiasi colore siano, ma sulla realizzazione delle cose vi prego per favore di parlare con chi i problemi li vive ogni giorno, che i gruppi di esperti siano gente che lavora sul campo per cortesia, non tutti ma almeno in gran parte.
Nel frattempo, per chi volesse parlare e confrontarsi su problematiche reali e imminenti dell'informatizzazione della PA (non ultimo il piano di informatizzazione), non vi resta che iscrivervi su www.opensipa.it (tutto free).

Alessandro Angellotti
Vicepresidente Opensipa

Appoggio in pieno tutto quello che dice il mio omonimo e rimarco alcuni punti.
Quello che stanno facendo a Roma (parlo a livello informatico anche se ci sarebbe da discutere su tutto il resto) non tiene MAI e ripeto MAI conto della realtà dei fatti. I maestosi tavoli tecnici in cui altisonanti nomi decidono (o meglio, non decidono viste le poche idee ben confuse) il futuro dell'informatica non hanno riscontri reali all'interno dei piccoli o medi enti.

Sarebbe idilliaco che ogni tanto (non chiedo sempre, ma ogni tanto) specifiche leggi, idee, regolamenti o altro vengano condivise e magari valutate assieme a chi ha a che fare ogni giorno con tali obblighi.

Io credo, anzi sono convinto, che una domanda posta a chi vive l'informatica della PA ogni giorno, apra gli occhi molto più di tanti studi e sondaggi su migliaia di dati raggruppati.

Alessandro Carloni
Presidente Opensipa ( www.opensipa.it )

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