La Comunità e l'Associazione dei Sistemisti Informatici della Pubblica Amministrazione

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#FatturaPA come #SiPuòMigliorare insieme ad #OpenSIPA

#FatturaPA

Grazie al contributo della community di OpenSIPA abbiamo redatto insieme un documento con le problematiche riscontrate dall'avvio della fatturazione elettronica e lo abbiamo inviato ad AGID con l'intento di migliorare la piattaforma, questo è il testo che abbiamo spedito:

OGGETTO: Problematiche sulla fatturazione elettronica

OpenSIPA è una comunità composta da oltre 1000 persone che si occupano di informatica nella pubblica amministrazione. Il nostro principale obiettivo è quello di condividere e proporre soluzioni alle molteplici problematiche di natura normativa/informatica a cui deve rispondere ogni singola PA.

Con la presente comunicazione intendiamo fornire alcune note, in modo del tutto costruttivo, che vorremmo prendeste in seria considerazione.

Ogni processo di informatizzazione che porti efficienza è sicuramente da noi ben visto, tuttavia a circa quattro mesi dalla messa a regime del sistema di fatturazione elettronica hanno iniziato ad affiorare le prime criticità e difficoltà di gestione. Si tenga conto che ogni ente ha affrontato il nuovo sistema in autonomia (mancanza di una regia nazionale) e a nostro avviso ci sono delle problematiche che non sono state prese in considerazione o sottovalutate.

Proseguiremo con una stesura suddivisa in punti, in modo da rendere anche più agevole la lettura e le vostre risposte nel merito. L'elenco, che non ha pretesa di essere esaustivo, ha un ordine di esposizione casuale in base all'ordine con cui sono stati raccolti dai nostri associati.

Ci pare evidente che alcuni punti sono più impattanti e necessitano di una soluzione con maggiore precedenza rispetto ad altri, lasciamo a voi le opportune valutazioni.

1. Totale fattura non corretto.

Se il totale fattura indicato nel file XML non è corretto o mancante (es. non corrispondente alla somma algebrica tra imponibile e imposta), il sistema SdI lo accetta e invia il file XML al sistema PCC.

Questo a causa della non obbligatorietà del campo totale fattura.

Il sistema PCC importa la fattura (modello 002) e la rende disponibile alla sola consultazione riportando ovviamente un totale fattura non corretto.

Con il modello 003, generato tramite i vari sw di contabilità, le fatture non potranno essere in nessun modo evase in modo corretto.

I successivi modelli 003 relativi al pagamento effettuato dai vari enti, riporterà degli importi discordanti rispetto a quanto indicato nel precedente modello 002 in quanto l'importo presente nel modello 002 non è corretto e non può essere variato in alcun modo.

Il sistema PCC accetta comunque i modelli 003 riportando, in SOLA visualizzazione, delle incongruenze tra gli importi da pagare e pagati.

E' indispensabile consentire agli operatori degli Uffici Ragioneria di poter effettuare le opportune correzioni direttamente nella piattaforma PCC per poter sistemare eventuali anomalie derivanti da flussi di dati non corretti.

Il sistema PCC è diventato troppo complesso e variegato per gestire solo poche funzioni. Caricamento fattura, accettazione, pagamento fattura.

Si fa notare come non esista un call center per il sistema PCC e come le risposte ricevute dal sistema di ticketing tramite e-mail siano particolarmente lente (si parla di 15/20 giorni di attesa) e come spesso le risposte stesse vengano disattese.

Ricordiamo che trascorsi 15 giorni, come da documentazione presente su SdI, la fattura non può più essere rifiutata.

2. Campi che devono determinare lo scarto delle fatture.

Il documento “Specifiche tecniche del formato della FatturaPA versione 1.1” riporta una serie di campi che il SdI non ritiene obbligatori ma che al lato pratico determinano uno scarto delle fatture da parte dei vari Enti.

Di seguito riportiamo alcuni esempi con le relative problematiche innescate da tale gestione:

a) codice fiscale dell’ente errato o mancante

le fatture vengono accettate da SdI e inviate all’ente ma nel sistema di monitoraggio, messo a disposizione da SdI ad ogni singolo ente, le fatture risultano NON presenti;

Questo accade in quanto il sistema di monitoraggio “filtra” le fatture in base al codice fiscale dell’ente.

Per risolvere tale problematica è indispensabile che SdI invii una “Notifica di scarto” al trasmittente nel caso in cui il codice fiscale sia mancante o errato.

b) totale fattura errato o mancante (come già accennato ma qua rivisto in chiave di scarto)

le fatture vengono accettate da SdI e inviate all’ente, alcune fatture, a causa di malfunzionamenti dei vari sw di contabilità utilizzati dai trasmittenti per la generazione dei file XML, riportano degli importi non corretti (totale fattura mancante, totale fattura non corrispondente alla somma algebrica tra imponibile e imposta….).

Non è ragionevole che ogni singolo ente debba verificare la correttezza di tali campi per poter accettare o rifiutare il file XML.

E’ altresì ragionevole che SdI, tramite un semplice automatismo gestisca lo scarto automatico dei file xml ove i campi di cui sopra risultino errati.

3. Indirizzo PEC a cui inviare gli esiti committente

Nelle “Specifiche tecniche relative al Sistema di Interscambio versione 1.2” e precisamente a pagina 11 viene riportato quanto segue:

Per garantire una gestione efficiente del processo di trasmissione il SdI utilizza più indirizzi di PEC tramite i quali ricevere i file; la procedura tramite la quale vengono gestiti gli indirizzi è descritta di seguito. La prima volta che il soggetto trasmittente intende utilizzare la PEC, deve inviare il messaggio e i relativi file allegati all’indirizzo di posta elettronica certificata del SdI pubblicato sul sito web www.fatturapa.gov.it; il SdI, con il primo messaggio di risposta, notifica di errore, ricevuta di consegna, ricevuta di mancata consegna o attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito, comunica al trasmittente l’indirizzo di PEC che dovrà utilizzare per le successive eventuali trasmissioni e che verrà utilizzato anche dal SdI per i messaggi in risposta; in questo modo il SdI individua un indirizzo di PEC dedicato, ma non esclusivo, per il colloquio con ogni soggetto trasmittente..“

Nello specifico si parla sempre di comunicazione al "trasmittente" dell'indirizzo PEC da utilizzare per le successive trasmissioni, NON si parla mai di "ricevente".

Quello che abbiamo potuto appurare, confrontando i messaggi PEC inviati da SdI a svariati enti pubblici è che l’indirizzo a cui inviare gli esiti committente continua a variare.

Anche nell’arco delle 24 ore l’indirizzo indicato nel corpo del messaggio PEC, quello a cui dovrebbero essere inviati gli esiti committente, spesso differisce dall’indirizzo PEC di SdI utilizzato per l’invio del messaggio stesso inviando gli esiti committente all’indirizzo PEC indicato nel corpo del messaggio.

Gli esiti vengono scartati se l’indirizzo differisce dalla PEC di SdI mittente, mentre l’esito committente viene accettato da Sdi solo se inviato allo stesso indirizzo PEC utilizzato per l’invio di ogni singolo file XML.

L’invio di un esito committente non conforme allo schema XSD viene, giustamente, scartato da SdI ma lo stesso SdI invia un file XML di “Scarto esito committente” che NON contiene il codice univoco SdI del file XML originale (quello relativo alla fattura/lotti di fatture per intenderci), questo ovviamente rende molto complesso risalire a quale esito committente corrisponde lo scarto esito committente.

Ad oggi, i nostri uffici ragioneria, sembra strano a dirsi, lavorano più di prima, addirittura con impiegati del CED o altri colleghi in appoggio. Certamente ogni novità ha bisogno di un periodo di assimilazione, siamo però convinti che si debbano cambiare, e magari pure celermente, alcune cose in base alle problematiche segnalate. Ad esempio è importante che SdI provveda ad aggiornare le “Specifiche tecniche relative al Sistema di Interscambio” facendo chiarezza su quale sia il reale indirizzo PEC da utilizzare per l’invio degli esiti committente, l’indirizzo PEC da utilizzare non dovrebbe essere “affogato” nel testo di un messaggio di posta elettronica, è chiaro come risulti complesso risalire a tale indirizzo tramite degli automatismi.

Speriamo vivamente che le nostre note e suggerimenti possano essere presi in considerazione.

Da un punto di vista pratico, ad oggi, la fatturazione elettronica non sta migliorando i processi della PA, al contrario, li complica a causa dei continui controlli che ogni singolo ente è costretto a gestire in modo autonomo e manuale.

Tali controlli potrebbero essere tranquillamente automatizzati direttamente da SdI.

Torniamo a far presente l'importanza di un call-center per quanto riguarda la Piattaforma per la Certificazione dei Crediti in quanto, attualmente, risulta pressoché impossibile da parte nostra un dialogo/confronto con il sistema stesso.

In fede,

Il Presidente di OpenSIPA Alessandro Carloni

 

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