La Comunità e l'Associazione dei Sistemisti Informatici della Pubblica Amministrazione

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Dalla riforma Madia l'incognita dell'innovazione a «costo zero» #PA

Sono mesi che si parla di riforma della pubblica amministrazione italiana e il ministro Madia, procedendo a piccoli passi, sembra ormai essere vicina al traguardo.
Il disegno di legge è passato alla Camera con 253 voti favorevoli, 93 voti contrari e 5 astenuti. Ora tocca di nuovo al Senato.

Le novità 
Le principali novità della riforma riguardano soprattutto l’assetto organizzativo di diverse strutture pubbliche e la riassegnazione di incarichi direttamente ai ministeri, dimezzando Camere di commercio e Prefetture e sopprimendo gli uffici superflui per le Authority che svolgono funzioni di vigilanza già in capo ai ministeri.
Inoltre, le attività svolte dal Pubblico registro automobilistico saranno trasferite al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, così come già avviene per la Motorizzazione civile; verranno riordinate le Capitanerie di porto e abolito il Corpo della forestale.
Per quanto riguarda i benefici per il cittadino, la riforma prevede l’istituzione della carta della cittadinanza digitale che, legandosi alla normazione del FOIA (Freedom Information of Act), ribadisce il diritto di tutti i cittadini di accedere, anche via web, ai dati e ai documenti della PA. 
In particolare, all’articolo 1, comma 1, del Ddl si legge che: “Al fine di garantire ai cittadini e alle imprese, anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il diritto di accedere a tutti i dati, i documenti e i servizi di loro interesse in modalità digitale, nonché al fine di garantire la semplificazione nell’accesso ai servizi alla persona, riducendo la necessità dell’accesso fisico agli uffici pubblici, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con invarianza delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, uno o più decreti legislativi volti a modificare e integrare, anche disponendone la delegificazione, il codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, di seguito denominato ‘CAD’”. 
L’incipit di questo articolo ribadisce una serie di concetti già espressi in altri decreti, come il diritto di accesso civico, normato dal decreto Trasparenza, e il diritto all’utilizzo delle nuove tecnologie, normato dal Cad. Affinché i concetti summenzionati vengano rispettati e recepiti appieno dalle pubbliche amministrazioni, diventa necessario disporre di dirigenti correttamente formati e pronti ad affrontare il cambiamento.

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